Produrre suoni mai uditi grazie all’intelligenza artificiale: la sfida di NSynth

Tutto nasce da una pratica molto nota ai direttori d’orchestra: mescolare gli strumenti e dare origine a suoni nuovi. Se a questo si aggiunge l’intelligenza artificiale, il risultato può diventare davvero interessante. Parola di Magenta, la piccola divisione che fa parte di Google Brain (il laboratorio che si occupa d’intelligenza artificiale), dove i ricercatori stanno lavorando sulle reti neurali e sulla capacità di apprendimento delle macchine: Nsynth è il loro ultimo progetto, un software capace di unire i suoni di tracce diverse, le cui caratteristiche matematiche e fisiche riescono a fondersi in qualcosa di completamente nuovo.

Un progetto basato sulle reti neurali

Grazie alle reti neurali la tecnologia è riuscita a compiere passi da gigante: si pensi alla capacità di riconoscere volti e oggetti in fotografia, identificare comandi vocali e tradurre da un linguaggio all’altro. La rete neurale di NSynth ha al suo interno una raccolta di note realizzate da migliaia di strumenti musicali diversi: la rete è in grado di identificare le caratteristiche sonore di ogni strumento, a ognuno dei quali è associato un vettore matematico; proprio grazie a questo vettore, NSynth riesce a riprodurre perfettamente  i suoni degli strumenti catalogati e a combinarli tra loro. NSynth insomma potrà fornire un vero e proprio archivio per produrre musica e dare un nuovo impulso artistico a questo settore.

Curiosi di ascoltare qualche esempio della musica prodotta da NSynth? Ecco alcune tracce che mescolano i suoni prodotti da due strumenti e combinati in un'unica traccia.

Buon ascolto!

 

 

L’udito migliora il senso del tatto nelle persone con protesi alle braccia

Che il suono si trasmettesse anche via ossea era già noto: la vera scoperta è che questo fenomeno si è rivelato essere importantissimo nella cosiddetta osseopercezione, vale a dire nel grado di percezione sensoriale riportato da persone amputate che indossano delle protesi.

La scoperta si deve a un gruppo di ricerca dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinata da Francesco Clemente. La ricerca, condotta nell'ambito del progetto europeo DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated Prosthesis with neural control and sensory feedback), è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports.

I test sui pazienti e la scoperta

Secondo i risultati dello studio, una protesi integrata all’osso è in grado di trasmettere informazioni sensoriali più precise: in che modo? Grazie all’udito.
Gli stimoli sensoriali infatti, anche quelli più deboli, sono in grado di raggiungere l’apparato uditivo nell’orecchio interno: i test condotti su 12 persone hanno evidenziato che la percezione uditiva dello stimolo meccanico produce un maggiore ritorno sensoriale e, di conseguenza, una percezione tattile più rapida e precisa nel paziente con protesi applicata.

«In pratica gli stimoli ricevuti dai pazienti sono più forti e ricchi di informazione perché vengono percepiti anche attraverso l'udito», ha osservato Clemente. La scoperta, ha aggiunto, «potrà essere sfruttata come punto di partenza per l'implementazione di nuove protesi che favoriscono il ritorno sensoriale e restituiscono maggiori informazioni sull'ambiente esterno».

La scoperta, insomma, si rivela molto promettendo proprio perché potrebbe aprire la strada verso la produzione di protesi in grado di trasmettere percezioni sensoriali sempre più precise.

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Inquinamento acustico e calo dell’udito: esiste un legame?

Proteggersi contro i rumori forti è uno dei punti principali per quanto riguarda la prevenzione del calo dell’udito: l’ha confermato di recente l’Organizzazione mondiale della Salute durante la Giornata mondiale dell’udito che si è tenuta lo scorso 3 marzo.

È chiaro però che difendersi dal rumore, soprattutto se si vive in una grande città, non è affatto semplice. Ma quali sono le conseguenze per il nostro udito? A rispondere è il report realizzato grazie all’app Mimi, che ha reso possibile incrociare i dati di oltre 200.000 partecipanti in 50 città del mondo con le statistiche fornite dall'Oms e con i report SINTEF sull'inquinamento acustico.

L’app ha permesso di raccogliere i dati relativi alla qualità dell’udito degli utenti, classificati in base alla provenienza geografica, al sesso e all’età; il risultato? È emerso un chiaro legame tra l’inquinamento acustico e il calo progressivo dell’udito. Sul podio delle città con il maggiore inquinamento acustico troviamo Guangzhou (Cina), Dehli (India) e Il Cairo (Egitto).

Ecco la top 10 delle città più rumorose:

  1. Guangzhou
  2. Delhi
  3. Il Cairo
  4. Mumbai
  5. Istanbul
  6. Pechino
  7. Barcellona
  8. Mexico City
  9. Parigi
  10. Buenos Aires

E l’Italia come se la cava? Pur non trovandosi nei primi 10, Roma rientra nella top 20 precisamente al 20° posto; meglio, ma non troppo, Milano che troviamo invece al 33°.

E le città più silenziose? Il 1° premio va a Zurigo, seguita da Vienna e Oslo. In particolare i residenti di Vienna, in proporzione alla loro età, sono quelli con la minor perdita della capacità uditiva.

Lo studio insomma ha confermato il legame tra l'inquinamento acustico e il calo dell'udito già emerso da altri studi comparativi; questo però non ha scoraggiato la Mimi Hearing Technologies dal darci alcuni consigli da tenere a mente per difendere il nostro orecchio: eccoli qui.

7 consigli per proteggere il nostro udito

  1. Non usate i cotton fioc per pulire le orecchie: meglio una sempice salvietta
  2. Usate i tappi per le orecchie in contesti rumorosi come concerti, feste e cantieri
  3. Praticate la meditazione: aiuta a prevenire il calo dell’udito, oltre a ridurre lo stress
  4. Tenete il volume delle vostre cuffie al 60%
  5. Meglio evitare di conversare al telefono e guardare la TV contemporaneamente
  6. Usate delle cuffie in grado di ridurre i rumori ambientali
  7. Indossate una protezione mentre usate strumenti particolarmente rumorosi come martelli o frullatori

Chi volesse scaricare l’app e fare il test dell’udito della Mimi Hearing Technologies può farlo qui→

 

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