Eric Clapton rivela: “Sto diventando sordo”

I concerti del 2018 potrebbero essere gli ultimi della carriera di Eric Clapton. In un’intervista rilasciata alla BBC il chitarrista britannico ha rivelato di soffrire da anni di acufene, il disturbo che provoca un costante ronzio nell’orecchio, e di essere preoccupato per il futuro:

"Ho più di 70 anni e mi preoccupa la mia capacità di essere efficiente. Sto diventando sordo."

Clapton ha comunque in programma diversi concerti nei prossimi mesi, compreso quello che a luglio terrà al British Summer Time Festival di Hyde Park. A tal proposito ha dichiarato:

"Spero che le persone verranno a vedermi per qualcosa di più del fatto che sono una curiosità. So che è parte di questo, perché è straordinario anche per me essere ancora qui."

Il musicista, che il 30 marzo compirà 73 anni, soffre anche di neuropatia periferica,  disturbo che gli è stato diagnosticato nel 2016: la malattia, che colpisce mani e piedi, causa a Clapton non poche difficoltà nel suonare la chitarra.

Di recente è apparso nello show Steve Wright in the Afternoon per parlare del suo nuovo documentario "Eric Clapton: Life in 12 Bars”, che ripercorre la sua vita. A proposito Clapton ha commentato:

"Non è un film facile da guardare perché insisto a lungo su una parte difficile della mia vita, ma si vede anche c'è una luce in fondo al tunnel. Penso sia importante vedere che c'è un lieto fine, è come un concetto di redenzione."

Millie Bobbie Brown racconta i suoi problemi di udito

Ha 13 anni e un enorme talento: è Millie Bobbie Brown, la piccola star dell’acclamata serie prodotta da Netflix, “Stranger Things”, che ha conquistato il cuore di tantissimi spettatori in tutto il mondo. La giovane Millie è considerata una delle attrici più promettenti del momento ed è richiestissima anche dagli stilisti, che ormai fanno a gara per vestirla.

Un enorme successo, il suo, che i problemi di salute non hanno mai pregiudicato: di recente infatti Millie ha rivelato di soffrire fin da bambina di un problema congenito all’udito che l’ha resa quasi totalmente sorda da un orecchio. Lei però, non si è mai persa d’animo:

"Era come un'ossessione per me. Quando voglio davvero fare qualcosa niente può fermarmi. Se non so come si fa a cucire, ma voglio davvero farlo, io devo cucire. Così è stato per la recitazione."

Ecco la sua risposta quando le hanno chiesto come faccia a recitare e cantare nonostante il suo problema:

“Non hai bisogno di essere brava a suonare. Non hai bisogno di essere brava a danzare o a recitare. Se ti piace fallo, se ti fa stare bene farlo, bene: fallo! Nessuno dovrebbe fermarti o impedirtelo.”

Ogni giorno Millie affronta il suo problema con spirito caparbio e grazie alla sua determinazione ha lanciato un messaggio importantissimo a chi non vuole lasciarsi condizionare dalla propria sordità. Un esempio di coraggio che, ancora una volta, dimostra quanto sia importante approcciarsi nel modo giusto ai problemi di udito ed evitare che questi prendano il sopravvento sulla nostra vita.

4 app per misurare l’inquinamento acustico

L’inquinamento acustico è un problema ancora piuttosto sottovalutato nella nostra società: spesso infatti ignoriamo i danni che il rumore eccessivo può portare alla nostra salute, oltre che al nostro udito. Già, perché l’inquinamento acustico non solo crea problemi al nostro orecchio, come saremmo portati a pensare, ma può anche far insorgere tutta una serie di patologie invalidanti tra cui disturbi del sonno, malattie cardiovascolari, ipertensione e – nei casi più gravi – infarti e ictus.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il livello massimo di rumore sopportabile è di 65 decibel durante il giorno e di 55 decibel la notte. Ma chi vive in una grande città spesso può essere esposto a rumori che vanno ben oltre la soglia della tollerabilità: spesso senza che ne sia consapevole.

Come fare allora per capire quando il rumore è troppo? La risposta ce la dà la tecnologia: esistono infatti diverse app per smartphone capaci di misurare il livello di inquinamento acustico degli ambienti. Con una precisione che si sta avvicinando sempre di più a quella dei misuratori acustici professionali, queste app sono in grado di misurare il volume e d’informarci se il luogo in cui ci troviamo può essere nocivo al nostro udito.

Le migliori app per misurare l’inquinamento acustico
 

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Fonometro Sound Meter

Grazie al microfono dello smartphone, quest’app può misurare il livello di rumore in vari tipi di ambiente: case, uffici, traffico, locali.

Un grafico mostra in tempo reale l’intensità del rumore.

Scaricala qui: Fonometro Sound Meter


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Noise Meter

Noise Meter mostra i livelli minimi e massimi di rumore. La misurazione si può estendere per un tempo massimo di 10 minuti.

Scaricala qui: Noise Meter


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Sound Analyzer App

Grazie a quest’app il tuo smartphone diventerà un Sound Level Meter (SLM) e in un Real Time Audio Analyzer (RTA).

Oltre al rumore, mostra anche i parametri del suono. Permette anche di creare dei grafici dove raccogliere tutte le misurazioni, compresi i valori massimi, medi e minimi.

Scaricala qui: Sound Analyzer App


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Deciber

App molto simile alle precedenti ma con una funzione in più: è possibile infatti scattare una foto dell’ambiente di cui si è misurato il livello di inquinamento acustico in modo da poter associare facilmente i dati al luogo dove sono stati raccolti.

Scaricala qui: Deciber


Starkey Italy ha festeggiato a Milano i suoi 30 anni di attività!

Grande festa a Milano per i 30 anni di Starkey Italy, che sabato 21 ottobre ha celebrato questo importante traguardo di fronte a una folla entusiasta di collaboratori e addetti del settore. In prima linea, direttamente dall’America, il fondatore Bill Austin e sua moglie Tani la cui presenza ha sottolineato gli ottimi risultati ottenuti dalla Starkey nel nostro paese. La serata ha ripercorso la storia dell’azienda con foto dei gloriosi anni Ottanta e un video celebrativo che ha raccontato una crescita professionale inarrestabile e piena di successi: e non è difficile da credere, visto che oggi la Starkey Hearing Technologies fornisce soluzioni per l’udito in tutto il mondo e si avvale di centinaia di volontari e collaboratori.

È la seconda volta che Bill Austin, brillante uomo d’affari e ambasciatore di buona volontà delle Nazioni Unite, partecipa a un evento Starkey in Italia. Nel ringraziare tutti gli ospiti ha dichiarato:

«Sono immensamente orgoglioso del lavoro che fate ogni giorno per cambiare la vita delle persone. Se immaginate che qui stasera sia presente una persona importante, pensate che ciascuno di voi è importante grazie alle sue azioni. Non si tratta di guadagnare denaro: noi possiamo produrre un impatto sul mondo, condividere conoscenze e possibilità, creare il futuro»

Auguriamo a Starkey Italy altri 30 anni di successi!