L’orecchio assoluto: una questione di DNA?

Avere orecchio per la musica non è da tutti, ma avere l’orecchio assoluto è una vera rarità: a confermarlo è la University of California di San Francisco, il cui studio condotto su circa 2.000 persone tra gli 8 e i 70 anni ne ha evidenziato l’incidenza poco comune. Ma cos’è l’orecchio assoluto? Si tratta della capacità d’individuare l’altezza di una nota musicale senza averne un’altra di riferimento: secondo la University of California non solo è raro, ma è probabilmente determinato anche da fattori genetici.

Il test condotto prevedeva che i volontari identificassero 36 suoni elettronici e 36 note eseguite al pianoforte. Le statistiche hanno lasciato ben pochi dubbi: le persone che possono contare sull’effettiva capacità d’identificare correttamente i suoni sono davvero rare, tanto da far pensare a una vera e propria predisposizione genetica. Quest’ultima, però, potrebbe non essere sufficiente a spiegare il fenomeno perché esistono dei fattori che di certo contribuiscono a rafforzare l’attitudine naturale: una carriera da musicista infatti non è scontata, se la predisposizione alle note non viene adeguatamente coltivata con lo studio; inoltre anche il fattore ambientale è fondamentale: è evidente infatti che chi cresce circondato dalla musica possiede un orecchio più allenato, dunque ha più possibilità di sviluppare l’orecchio assoluto.

Un altro elemento interessante è che l’orecchio assoluto riscontra una maggiore incidenza in Asia, in particolare in Cina, rispetto all’Europa e all’America. La ragione è da ricercare nella natura delle lingue tonali, particolarmente diffuse in Asia: il cinese infatti rientra tra queste, ossia è una lingua in cui le parole sono articolate sulla base di variazioni di tono, per cui a un determinato suono corrisponde un diverso significato; la maggiore abitudine a modulare suoni potrebbe quindi aiutare chi padroneggia una lingua tonale a identificare le note con più facilità.

La questione tuttavia è ancora aperta e i ricercatori hanno annunciato studi più approfonditi sul DNA di chi possiede l’orecchio assoluto: il talento musicale, dopotutto, potrebbe essere davvero scritto nel nostro patrimonio genetico.

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