Produrre suoni mai uditi grazie all’intelligenza artificiale: la sfida di NSynth

Tutto nasce da una pratica molto nota ai direttori d’orchestra: mescolare gli strumenti e dare origine a suoni nuovi. Se a questo si aggiunge l’intelligenza artificiale, il risultato può diventare davvero interessante. Parola di Magenta, la piccola divisione che fa parte di Google Brain (il laboratorio che si occupa d’intelligenza artificiale), dove i ricercatori stanno lavorando sulle reti neurali e sulla capacità di apprendimento delle macchine: Nsynth è il loro ultimo progetto, un software capace di unire i suoni di tracce diverse, le cui caratteristiche matematiche e fisiche riescono a fondersi in qualcosa di completamente nuovo.

Un progetto basato sulle reti neurali

Grazie alle reti neurali la tecnologia è riuscita a compiere passi da gigante: si pensi alla capacità di riconoscere volti e oggetti in fotografia, identificare comandi vocali e tradurre da un linguaggio all’altro. La rete neurale di NSynth ha al suo interno una raccolta di note realizzate da migliaia di strumenti musicali diversi: la rete è in grado di identificare le caratteristiche sonore di ogni strumento, a ognuno dei quali è associato un vettore matematico; proprio grazie a questo vettore, NSynth riesce a riprodurre perfettamente  i suoni degli strumenti catalogati e a combinarli tra loro. NSynth insomma potrà fornire un vero e proprio archivio per produrre musica e dare un nuovo impulso artistico a questo settore.

Curiosi di ascoltare qualche esempio della musica prodotta da NSynth? Ecco alcune tracce che mescolano i suoni prodotti da due strumenti e combinati in un'unica traccia.

Buon ascolto!