Consigli

Il cerume: come si forma e come rimuoverlo

Il cerume è una sostanza viscosa prodotta da particolari ghiandole che si trovano nel canale uditivo esterno – le ghiandole ceruminose – ed è formato da cheratina, acidi grassi, alcoli, lisozima, squalene e colesterolo. Alcuni lo considerano sintomo di una scarsa igiene personale, ma in realtà ha una funzione protettiva molto importante per il nostro orecchio: il suo compito infatti è quello di proteggere il canale uditivo esterno da particelle esterne e di mantenerne umida la superficie. Svolge inoltre un’azione antimicrobica e antifungina.

Come togliere il cerume

Grazie all’azione di microscopiche ciglia, il cerume viene spinto naturalmente fuori dall’orecchio in modo da poter essere rimosso con facilità; di norma, quindi, è bene non eccedere in manovre di pulizia avventate che possono avvicinare il cerume al timpano. Un fazzoletto, il più delle volte, è sufficiente per rimuovere la sostanza in eccesso senza rischi.

Tappi di cerume: come intervenire

Può capitare però che il cerume favorisca l’insorgere di fastidiose ostruzioni dell’orecchio: un bagno al mare, una nuotata o una doccia possono infatti inumidire il cerume che, imbevuto d’acqua, diventa molle per poi solidificarsi creando una sorta di tappo che può rendere difficile la percezione dei suoni. In questo caso la soluzione migliore è rivolgersi a un otorino che provvederà a rimuovere l’ostruzione in completa sicurezza.

Hai un tappo di cerume nell'orecchio?

Fissa subito un appuntamento presso uno dei nostri centri in tutta Italia.

Otite esterna: cause, sintomi e rimedi

Dopo un bagno al mare o in piscina a quanti di voi è capitato di sentire l’orecchio otturato? Non è così raro, ma il più delle volte la situazione non ha conseguenze.
In alcuni casi però la sensazione può diventare persistente e dare luogo a quella che è comunemente conosciuta come otite esterna.

Si tratta di un’infezione a carico del condotto uditivo esterno, ovvero tra la parte esterna dell’orecchio e il timpano. È anche conosciuta come “otite del nuotatore” perché si presenta con maggiore frequenza in soggetti che nuotano per lunghi periodi di tempo o che praticano frequenti immersioni.

Quali sono le cause dell'otite esterna?

L’otite esterna è generalmente dovuta a:

  • Infezioni virali

  • Infezioni batteriche (causate ad esempio da Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus)

  • Infezioni micotiche

L’infezione può interessare l'intero condotto (otite esterna diffusa) oppure può essere localizzata (foruncolo).

Otite esterna: i fattori che aumentano il rischio

Ci sono diversi fattori che possono favorire l’insorgere di otite esterna: vediamo nel dettaglio quali sono.

  • Assenza di cerume

    I bagni frequenti, e la rimozione del cerume che ne deriva, possono causare danni al condotto uditivo esterno: il ristagno dell’acqua all’interno del canale uditivo crea infatti una zona più esposta alla proliferazione batterica.

  • Umidità o temperature troppo elevate

  • Otite media

    Spesso l’otite esterna può essere la diretta conseguenza di un’infezione all’orecchio medio.

  • Uso di detergenti troppo aggressivi

    Saponi, shampoo, docciaschiuma e detergenti possono causare prurito localizzato: grattandoci, favoriamo l’ingresso di microorganismi infettivi nel nostro condotto uditivo.

  • Traumi

    Spesso sono causati da una scorretta pulizia dell’orecchio dovuto ad esempio all’uso non appropriato dei cotton fioc.

Sintomi dell'otite esterna

L’otite esterna si manifesta generalmente con dolore all’orecchio, spesso anche intenso, che può peggiorare se il padiglione auricolare viene schiacciato o stirato.
Talvolta il dolore può essere preceduto da una forte sensazione di prurito. Frequenti sono anche gonfiore e rossori.

Terapia dell’otite esterna

La cura dell’otite esterna è mirata a fermare l’infezione in corso. In generale antibiotici e corticosteroidi sono efficaci, ma devono essere prescritti da un medico.

Se l’infiammazione è in stato avanzato, può essere necessario procedere con una pulizia delicata del condotto uditivo con bastoncini di cotone o tramite aspirazione: questo favorirà il drenaggio aiutando i farmaci a penetrare in profondità.

I farmaci per la cura dell’otite esterna devono sempre essere prescritti da un medico.


Sospetti di soffrire di otite esterna? 

Prenota subito un controllo: i nostri specialisti ti aiuteranno a risolvere il tuo problema.

Tappi per orecchie: come si usano

Dormire bene è fondamentale per ricaricare a dovere le batterie e affrontare la giornata con lo spirito giusto. Se però abitiamo in una strada trafficata o abbiamo dei vicini particolarmente rumorosi, riposare a volte può rivelarsi davvero difficile: per questo può capitare di ricorrere ai tappi per le orecchie, degli alleati molto utili a isolare il nostro timpano dai rumori esterni.

I tappi per le orecchie sono usati spesso anche da chi ha bisogno di concentrarsi sullo studio, dai nuotatori – che li usano per prevenire l’otite – e da chi lavora in ambienti particolarmente rumorosi e necessita di proteggere l’udito isolando il timpano dall’inquinamento acustico.

Come usare i tappi per le orecchie

I tappi antirumore vanno inseriti nel condotto uditivo esterno, a una profondità massima di 15 mm. Per prevenire il rischio di contaminazione batterica è bene lavarsi con cura le mani prima di inserirli.

È importante anche non esercitare una pressione eccessiva, perché questa potrebbe spingere il cerume in profondità, verso il timpano; l’ideale quindi sarebbe inserirli a una profondità che permetta di afferrarli ed estrarli facilmente.

Per rimuoverli è bene tirarli lentamente roteandoli, per evitare che si crei pressione. I tappi monouso vanno buttati e non devono essere riutilizzati. Gli altri invece possono essere lavati con acqua e sapone, asciugati con cura e riposti nell’apposito contenitore.

I tappi per le orecchie sono nocivi?

Un uso maldestro dei tappi per le orecchie può causare danni alla salute del nostro orecchio, perciò è bene informarsi e usarli nel modo corretto. È bene sapere innanzitutto che i tappi per le orecchie non si dovrebbero usare per periodi prolungati. Un uso continuo può infatti favorire l’insorgere di:

  • Tappi di cerume

  • Irritazioni all’articolazione temporo-mandibolare

  • Infiammazioni

  • Infezioni

  • Lesioni

  • Otite esterna

Da tenere in considerazione sono anche le possibili reazioni allergiche, anche se sono piuttosto rare: questo perché i materiali usati oggi sono sicuri e ipoallergenici.

Prurito all’orecchio: cause e rimedi

Il prurito all'orecchio a volte può diventare molto fastidioso. Per risalire alle cause occorre innanzitutto tenere in considerazione alcuni fattori come la pulizia dell’orecchio, allergie o patologie dermatologiche, dopodiché bisogna constatare la presenza di eventuali lesioni.

Il prurito può riguardare:

  • L’orecchio esterno

  • L’orecchio interno

  • L’orecchio medio

Le cause del prurito all'orecchio

Una delle causa più frequenti del prurito all’orecchio è l’eczema umido, con possibile desquamazione dell’epidermide. L’eczema spesso è causato dai lavaggi frequenti con acqua dura o sapone. Tra le altre cause ricorrenti troviamo le allergie, le micosi, la psoriasi e la dermatite seborroica.

In caso di prurito prolungato, accompagnato da bruciori e secrezioni, è bene rivolgersi a uno specialista che saprà consigliare la cura adeguata. Lo stesso è consigliabile anche in caso di prurito all’orecchio dei bambini.

3 consigli per proteggere il tuo udito

Strade trafficate, musica, conversazioni: ogni giorno rumori di ogni tipo mettono a dura prova il nostro udito. Accade soprattutto nelle grandi città dove, rispetto alle comunità rurali, la presbiacusia precoce insorge con più facilità.

Come possiamo allora proteggere il nostro udito? Qualche accorgimento da applicare nella nostra vita quotidiana può aiutarci a difenderci da deficit uditivi precoci. Ecco qualche consiglio del dr. Luca Malvezzi, otorinolaringoiatra.

Proteggere l'udito: 3 consigli da applicare

Evitare la musica ad alto volume

Una cattiva abitudine da correggere riguarda sicuramente la musica: meglio diminuire il volume e sostituire gli auricolari con delle cuffie esterne, che emettono un suono più delicato e meno pericoloso per i nostri timpani. L’ideale sarebbe seguire la regola del 60/60: ascoltare musica a non oltre il 60% del volume massimo e per non più di 60 minuti.

Condurre una vita sana

Secondo l’American Medical Association, uno stile di vita equilibrato può contribuire a mantenere giovane il nostro udito. Evitare il fumo, ridurre il consumo di alcool e seguire un’alimentazione sana migliora la microcircolazione e l’ossigenazione delle nostre cellule, proteggendo il nostro orecchio da cali precoci dell’udito.

Dieta ricca di folati

L’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery Foundation consiglia una dieta ricca di folati e sali di acido folico (uova, cereali integrali, legumi, spinaci, broccoli e insalata sono gli alimenti più ricchi di queste sostanze), elementi che aiutano a mantenere bassi i livelli nel sangue di omocisteina, un metabolita della coagulazione che – a livelli elevati – può causare trombi o emboli all’orecchio.