Curiosità

Abbassate il volume! Nuovi standard di sicurezza per i dispositivi audio

Oltre 1 miliardo di giovani di età compresa tra i 12 e 35 anni rischia danni irreversibili all’udito: a dirlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la responsabile sarebbe l’esposizione prolungata ai suoni forti, musica compresa.

È per questo che l’OMS e l'International Telecommunication Union da alcuni mesi hanno introdotto nuovi standard internazionali per dotare tutti i dispositivi audio, smartphone inclusi, di caratteristiche che rendano l’ascolto più sicuro.

Questi standard includerebbero:

  1. La funzione Sound Allowance, ovvero un software che misura il livello e la durata dell’esposizione ai suoni.

  2. Un profilo di ascolto individuale che informi l’utente sulle sue abitudini di ascolto.

  3. Opzioni di limitazione del volume che dovrebbero comprendere la riduzione automatica del volume e un parental control.

  4. Informazioni generali su pratiche di ascolto sicure per tutti gli utenti.

L’Unione Europea nel frattempo si era già esposta sul problema, tanto da essere l’unica ad aver previsto un limite di decibel per i riproduttori audio fissato a uno standard di 85 decibel, con la possibilità di arrivare a un massimo di 100.

Una cosa è certa: è importante intervenire subito perché i casi di problemi all’udito, stando ai dati, sono destinati ad aumentare in modo preoccupante: già 466 milioni di persone in tutto il mondo hanno una perdita dell'udito debilitante, rispetto ai 360 milioni del 2010, e si prevede che il loro numero arriverà quasi a raddoppiare a 900 milioni (1 persona su 10) entro il 2050.


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Pronto Dottore: il dott. Agostino Sperati ospite a Canale 21

In questo editoriale trasmesso su Canale 21, il dott. Agostino Sperati ci dà informazioni preziose sugli apparecchi acustici.

Buon ascolto!


Gli apparecchi acustici wireless

La storia di Udisens


Gli apparecchi acustici danno fastidio?

Lo screening audiometrico


L’importanza dell’assistenza continua

Amplificatori acustici: sì o no?


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10 cose che non sapevi sulla perdita di udito

Milioni di persone in tutto il mondo soffrono di perdita di udito. La maggior parte di esse, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della sanità, vivono in paesi a basso e medio reddito dove è più difficile ricevere cure sanitarie adeguate.

Senza interventi appropriati, l'ipoacusia rappresenta una sfida molto difficile da affrontare per le persone che ne sono colpite. Molte delle cause che la provocano, tuttavia, possono essere prevenute con le dovute cure: per questo aumentare la consapevolezza e migliorare l'accesso all’assistenza sanitaria può aiutare a ridurre la diffusione e l'impatto negativo della perdita dell'udito nel mondo.

E ora scopriamo insieme alcuni dati interessanti che riguardano l’ipoacusia.

1) 466 milioni di persone al mondo soffrono di perdita di udito

Si tratta del 5% della popolazione, di cui 34 milioni sono bambini. Senza misure adeguate, entro il 2030 circa 630 milioni di persone soffriranno di perdita di udito. Entro il 2050 il numero potrebbe raggiungere i 900 milioni.

2) L’ipoacusia non curata ha un impatto economico di circa 750 milioni di dollari

I costi legati all’ipoacusia non curata sono molto ingenti e coinvolgono i settori della sanità, dell'istruzione e del lavoro.

3) 34 milioni di bambini soffrono di perdita di udito

Si stima che 5 bambini su 1000 sono nati con un deficit dell’udito o lo hanno riscontrato poco dopo la nascita. La perdita di udito ha un impatto significativo sullo sviluppo dei bambini e sul loro apprendimento, per questo l’individuazione del problema deve essere seguita da un rapido intervento in modo da garantire a questi bambini le stesse opportunità di tutti gli altri.

4) Le infezioni croniche dell'orecchio sono una delle principali cause di perdita dell'udito

Oltre il 30% della perdita dell'udito nei bambini è causata da malattie come morbillo, parotite, rosolia, meningite e infezioni alle orecchie. Si stima che fino a 330 milioni di persone soffrano di infezioni dell'orecchio croniche o di otite cronica a livello globale. Se non trattate, le infezioni all'orecchio croniche possono portare alla perdita dell'udito e possono causare complicazioni pericolose. Le infezioni croniche dell'orecchio sono prevenibili e possono essere gestite efficacemente con interventi medici e chirurgici.

5) Quasi 1 persona su 3 oltre i 65 anni soffre di perdita dell'udito

Se non trattata, l'ipoacusia contribuire a innescare solitudine, frustrazione e isolamento sociale. La perdita dell'udito negli anziani è legata al declino cognitivo precoce e alla demenza, ma può essere gestita efficacemente con diversi mezzi, inclusi gli apparecchi acustici.

6) Il rumore è una delle cause di perdita dell'udito più facili da prevenire

Si stima che 1,1 miliardi di persone (di età compresa tra 12-35 anni) siano a rischio di perdita di udito a causa dell'esposizione a rumori in ambienti come concerti ed eventi sportivi e a causa dell’uso di dispositivi audio. L'esposizione regolare a suoni forti per periodi prolungati rappresenta una seria minaccia per l’udito e può provocare danni irreversibili. Questi si possono però prevenire attraverso campagne di sensibilizzazione, legislazioni specifiche e applicando determinate precauzioni.

7) La perdita di udito può essere causata da rumori legati al lavoro o dall’assunzione di farmaci ototossici

In molti luoghi di lavoro i rumori forti come i suoni dei macchinari sono diventati il rischio professionale più indennizzato. Il rumore professionale può essere prevenuto in gran parte attraverso una maggiore consapevolezza del pericolo e tramite l'uso di dispositivi di protezione. Alcuni farmaci comunemente usati (come gli aminoglicosidi e alcuni farmaci antimalarici) possono anche portare a una perdita dell'udito irreversibile. L’ototossicità può essere prevenuta aumentando la consapevolezza dei suoi rischi tra gli operatori sanitari e tramite l’uso ragionevole dei farmaci.

8)Le persone che soffrono di perdita di udito possono trarre beneficio dagli apparecchi acustici e dagli impianti cocleari

La produzione di apparecchi acustici soddisfa meno del 10% della richiesta globale, e nei paesi in via di sviluppo la percentuale si attesta a valori inferiori al 3%. Si stima che circa 72 milioni di persone potrebbero trarre beneficio da un dispositivo acustico.

9)Il linguaggio dei segni e i sottotitoli facilitano la comunicazione con le persone non udenti o con problemi di udito

Le persone sorde usano spesso il linguaggio dei segni come mezzo di comunicazione. I familiari, i professionisti medici, gli insegnanti e i datori di lavoro dovrebbero essere incoraggiati a imparare i la lingua dei segni per facilitare la comunicazione con le persone sorde. Anche i sottotitoli sono importanti per migliorare l'accessibilità della comunicazione alle persone con problemi di udito.

10) Il 60% delle perdite di udito si potrebbero prevenire tramite la sanità pubblica

Tra le strategie per prevenire la perdita di udito si ricordano:

  • Immunizzare i bambini contro le malattie infantili.

  • Rafforzare i programmi di salute materna e infantile.

  • Formare professionisti dell’udito.

  • Rendere accessibili i dispositivi e le terapie.

  • Regolarizzare e monitorare l’uso di medicinali ototossici e i rumori ambientali.

  • Aumentare la consapevolezza sulla cura dell’udito e ridurre lo stigma sociale.

Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità


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FAQ: domande frequenti sugli apparecchi acustici

Oggi sugli apparecchi acustici esiste ancora molta confusione, a volte generata da pregiudizi altre da informazioni incomplete o addirittura sbagliate. Per questo abbiamo raccolto alcune delle domande più frequenti che i nostri pazienti ci pongono sugli apparecchi acustici: speriamo che possano esservi utili per  sciogliere tutti i vostri dubbi. Buona lettura!

Quanto costa un apparecchio acustico?

Senza avere prima un quadro audiologico completo è impossibile stabilire un prezzo specifico. Quello che bisogna innanzitutto considerare è che quello che si acquista non è solo un apparecchio acustico, ma la soluzione specifica al nostro problema di udito.

È quindi fondamentale il servizio, il lavoro che c’è dietro alla soluzione acustica acquistata. Di certo esistono soluzioni per tutte le tasche, ma queste devono sempre essere al passo con la tecnologia più recente.

La scelta di solito viene fatta in base a 2 fattori:

  1. Perdita uditiva.

  2. Esigenze di vita del paziente.

Un test dell’udito aiuterà l’audioprotesista ad avere un quadro audiologico completo: solo così potrà consigliare la soluzione acustica più appropriata al problema da risolvere e dare un’idea concreta della spesa economica da affrontare.

Posso acquistare solo un apparecchio acustico?

Molto spesso un apparecchio acustico solo non basta perché nel 90% dei casi la perdita dell’udito che si riscontra è bilaterale. Magari un orecchio avrà una perdita di udito inferiore o superiore rispetto all’altro, ma il problema nella maggior parte dei casi riguarderà entrambe le orecchie.

Il cervello ha bisogno di informazioni bilaterali: per questo motivo in caso di perdita uditiva da entrambe le orecchie è fondamentale avere due apparecchi acustici.

È vero che gli apparecchi acustici fischiano e danno fastidio?

Oggi non esistono apparecchi acustici che fischiano o che possono dare fastidio: se questi inconvenienti si verificano, significa che l’apparecchio acustico scelto non è all’altezza degli attuali standard tecnologici o che l’audioprotesista ha omesso alcuni parametri durante il settaggio del dispositivo.

Il fischio (definito “effetto Larsen”) un tempo nasceva da una dispersione dell’apparecchio acustico: la scarsa aderenza dell’apparecchio faceva sì che il suono riuscisse a trovare uno spazio per “uscire” dall’orecchio e rientrare nell’apparecchio; questo generava il fischio. Oggi grazie ai sistemi anti-feedback (ovvero anti-fischio) il problema è stato eliminato.

Anche per quanto riguarda fastidi di carattere generico, questi non si verificheranno se l'audioprotesista ha fatto uno studio corretto dello stato audiologico del paziente.

L’audioprotesista dovrà andare a verificare la soglia tonale come anche la soglia del fastidio (per approfondire, vedi l'articolo "Esame audiometrico: cos'è e in che cosa consiste→"): inserire questi parametri nell’apparecchio acustico fa sì che se il suono dovesse superare la soglia identificata, l’apparecchio sarà in grado di chiuderlo in modo che la persona non abbia fastidi.

È vero che l’apparecchio acustico impigrisce le orecchie?

L’apparecchio acustico non impigrisce le orecchie, anzi, fa sì che il nostro orecchio e il nostro cervello possano rimanere attivi e vigili. Studi scientifici hanno dimostrato che il cervello tende a spegnere alcune zone nel momento in cui il nostro udito non è più ottimale.

L’idea che l’apparecchio acustico impigrisca le orecchie nasce dal fatto che quando togliamo l’apparecchio torniamo di colpo a quello che era il nostro precedente stato uditivo e questo ci dà l’impressione di sentire meno. Ovviamente però si tratta solo di un'impressione: la nostra situazione uditiva infatti sarà ancora quella originale, ovvero quella che c'era prima di applicare l'apparecchio acustico.

Io ci sento ancora: perché ho bisogno di un apparecchio acustico?

Oggi molti pazienti non hanno difficoltà a sentire, quanto a capire le parole. Si può risolvere quasi ogni situazione uditiva, ma i risultati varieranno molto a seconda del quadro audiologico di partenza: è importantissimo quindi non trascurarsi e non aspettare di arrivare a una condizione uditiva peggiore. 


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Apparecchi acustici e amplificatori: quali sono le differenze?

Quanti di voi conoscono gli amplificatori acustici? Forse ne avete già sentito parlare, e magari qualcuno ve li ha anche proposti come soluzione acustica. Niente di più sbagliato, perché gli amplificatori acustici non solo non risolvono i problemi di udito ma possono addirittura aggravare i fastidi del paziente.

Cosa sono gli amplificatori acustici

Gli amplificatori acustici si sono affacciati diversi anni fa nel settore audioprotesico come soluzione a basso costo venduta in farmacia. Venivano erroneamente chiamati apparecchi acustici, ma la legge in seguito è intervenuta per fare chiarezza e li ha declassati al livello  di semplici amplificatori.

Gli amplificatori acustici, infatti, sono dispositivi che non hanno niente a che vedere con gli apparecchi acustici perché a differenza di quest’ultimi non hanno alcun tipo di settaggio.

Perché l’apparecchio acustico è la vera soluzione per i tuoi problemi di udito

Fin dalla sua comparsa sul mercato l’amplificatore acustico dava al paziente l’impressione iniziale di un miglioramento dell’udito ma causava anche non pochi fastidi. Non solo: se una volta gli amplificatori venivano venduti a poche decine di euro, il problema col tempo si è fatto sempre più serio perché i costi di questi dispositivi sono lievitati e insieme ai prezzi è aumentata anche la confusione dei pazienti.

Molti infatti faticavano a comprendere la vera differenza tra amplificatore e apparecchio acustico. In particolare, negli anni, la diffusione degli amplificatori ha causato una certa sfiducia nelle soluzioni acustiche perché molte persone sono inevitabilmente rimaste deluse dalle performance di questi dispositivi.

Oggi possiamo affermare che non esistono apparecchi acustici che non funzionano o apparecchi acustici che danno fastidio: esistono apparecchi che possono darci più o meno risultati in relazione allo stadio audiologico rilevato.

È quindi fondamentale affidarsi sempre a un buon audioprotesista e a un centro specializzato per l’udito: solo così sarà possibile trovare una soluzione al nostro problema.


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