Studi e ricerche

Udisens è tra le 50 aziende più competitive in Italia

Essere tra le “magnifiche” 300, con il più alto tasso di crescita, e ricevere un premio per le proprie performance è un altissimo riconoscimento. Rientrare in questo ranking è la prova visibile del proprio successo aziendale.

Christian Bieker
Direttore dell’Istituto tedesco di qualità e finanza

Le chiamano i “Campioni della crescita”: sono le 300 aziende italiane che nel triennio 2015-2018 hanno registrato una crescita media annuale che le rende tra le più competitive nel nostro Paese.

A condurre lo studio è stato l’Istituto tedesco di qualità e finanza (Itqf), leader delle indagini di mercato in Europa, che insieme a Repubblica Affari e Finanza ha realizzato un’indagine che fotografa la situazione imprenditoriale italiana: una faccia produttiva di cui fa parte anche Udisens, che si colloca al 49° posto tra le aziende che sono riuscite a distinguersi nel mercato italiano.

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L’indagine

L’Italia che viaggia veloce esiste: lo confermano le aziende analizzate nel corso dello studio, esempio virtuoso di un Paese che riesce a muoversi anche in un quadro macroeconomico difficile.

E i risultati si vedono: i “Campioni della crescita” hanno creato ben 11.000 posti di lavoro, con un incremento in media del 76%, mentre le imprese nella top 100 hanno assunto ben 2 volte più velocemente delle dirette concorrenti: 4.377 nuovi posti di lavoro, pari a un aumento del 150%.

Oltre a rappresentare un grande riconoscimento, essere parte della classifica – commenta Bieker – dà alle aziende un valore aggiunto:

Tutte le 300 aziende selezionate possono utilizzare il premio assegnato, il noto sigillo di qualità, a scopi di marketing. Questo permette di acquisire nuovi business e di accrescere l’interesse da parte di potenziali partner, clienti e investitori.

Inoltre, può aumentare la conoscenza e la reputazione dell’azienda in qualità di datore di lavoro, nonché trasmettere anche ai potenziali dipendenti l’idea di avere grandi prospettive per il futuro.

I partecipanti

Le 300 aziende vincitrici sono state selezionate tra ben 10.000 imprese autocandidate, che sono state scelte in base a dei criteri ben precisi:

  • Fatturato minimo di 180.000 euro nel 2015, oppure di 2 milioni euro nel 2018.

  • Essere un’impresa indipendente, con sede legale in Italia.

  • Essere cresciute in modo organico senza avere come modello di business l’acquisizione di altre aziende.

  • Non trovarsi in nessuna delle condizioni di cui all’art. 80 del Dlgs. 50/2016.

La selezione delle aziende più virtuose

La lista delle imprese più competitive è stata stilata in base ai risultati raggiunti nel triennio 2015-2018 ed è stata eleborata in base ai rispettivi Cagr.

Il tasso di crescita è stato valutato in base al fatturato presentato dalle aziende, dati che – insieme a tutti gli altri – sono stati confermati da un membro della direzione o da un dipendente delegato dell’azienda.

L’Istituto tedesco di qualità e finanza infine ha controllato ed elaborato tutte le informazioni; laddove necessario ha consultato i dati ufficiali disponibili come quelli contenuti nel Registro delle Imprese.

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Fonte: Ricavi in alto e 11 mila nuovi addetti: ecco i 300 campioni della crescita


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Produrre suoni mai uditi grazie all’intelligenza artificiale: la sfida di NSynth

Tutto nasce da una pratica molto nota ai direttori d’orchestra: mescolare gli strumenti e dare origine a suoni nuovi. Se a questo si aggiunge l’intelligenza artificiale, il risultato può diventare davvero interessante. Parola di Magenta, la piccola divisione che fa parte di Google Brain, il laboratorio che si occupa d’intelligenza artificiale dove i ricercatori stanno lavorando sulle reti neurali e sulla capacità di apprendimento delle macchine.

Nsynth è il loro ultimo progetto, un software capace di unire i suoni di tracce diverse, le cui caratteristiche matematiche e fisiche riescono a fondersi in qualcosa di completamente nuovo.

Un progetto basato sulle reti neurali

Grazie alle reti neurali la tecnologia è riuscita a compiere passi da gigante: si pensi alla capacità di riconoscere volti e oggetti in fotografia, identificare comandi vocali e tradurre da un linguaggio all’altro.

La rete neurale di NSynth ha al suo interno una raccolta di note realizzate da migliaia di strumenti musicali diversi: la rete è in grado di identificare le caratteristiche sonore di ogni strumento, a ognuno dei quali è associato un vettore matematico; proprio grazie a questo vettore, NSynth riesce a riprodurre perfettamente  i suoni degli strumenti catalogati e a combinarli tra loro. NSynth insomma potrà fornire un vero e proprio archivio per produrre musica e dare un nuovo impulso artistico a questo settore.

Curiosi di ascoltare qualche esempio della musica prodotta da NSynth? 

Ecco alcune tracce che mescolano i suoni prodotti da due strumenti e combinati in un'unica traccia.

Buon ascolto!

 

 

L’udito migliora il senso del tatto nelle persone con protesi alle braccia

Che il suono si trasmettesse anche via ossea era già noto: la vera scoperta è che questo fenomeno si è rivelato essere importantissimo nella cosiddetta osseopercezione, vale a dire nel grado di percezione sensoriale riportato da persone amputate che indossano delle protesi.

La scoperta si deve a un gruppo di ricerca dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinata da Francesco Clemente. La ricerca, condotta nell'ambito del progetto europeo DeTOP (Dexterous Transradial Osseointegrated Prosthesis with neural control and sensory feedback), è stata pubblicata sulla rivista Scientific Reports.

I test sui pazienti e la scoperta

Secondo i risultati dello studio, una protesi integrata all’osso è in grado di trasmettere informazioni sensoriali più precise: in che modo? Grazie all’udito.

Gli stimoli sensoriali infatti, anche quelli più deboli, sono in grado di raggiungere l’apparato uditivo nell’orecchio interno: i test condotti su 12 persone hanno evidenziato che la percezione uditiva dello stimolo meccanico produce un maggiore ritorno sensoriale e, di conseguenza, una percezione tattile più rapida e precisa nel paziente con protesi applicata.

«In pratica gli stimoli ricevuti dai pazienti sono più forti e ricchi di informazione perché vengono percepiti anche attraverso l'udito», ha osservato Clemente. La scoperta, ha aggiunto, «potrà essere sfruttata come punto di partenza per l'implementazione di nuove protesi che favoriscono il ritorno sensoriale e restituiscono maggiori informazioni sull'ambiente esterno».

La scoperta, insomma, si rivela molto promettente proprio perché potrebbe aprire la strada verso la produzione di protesi in grado di trasmettere percezioni sensoriali sempre più precise.